L’autismo è un disturbo neurobiologico complesso che generalmente permane nell’intera vita di un individuo.

Appartiene alla famiglia di disordini conosciuti come Disturbi dello Spettro dell’Autismo (D.S.A.).

Si può manifestare in qualsiasi individuo, senza distinzioni di etnia, origine, gruppo sociale e colpisce i maschi con un’incidenza quattro volte maggiore rispetto alla popolazione femminile.

Si stima che nel mondo, 67 milioni di persone siano affette da autismo. Un dato che rende l’autismo una patologia più frequente del tumore infantile, del diabete e dell’ Aids messi insieme.

Le diverse forme di autismo colpiscono circa 8/9 persone su 1000. Gli ultimi dati per quanto riguarda l’Italia ed il Piemonte
pdfsono questi.

Circa il 60% della popolazione con autismo è affetta anche da una forma di ritardo mentale.

I Disturbi dello Spettro dell’Autismo possono essere diagnosticati in maniera attendibile già dai due anni di età ma i primi sintomi che inducono a sospettare che un bambino ne sia affetto possono essere rilevati anche prima dell’anno di vita.

Parliamo di “Spettro dell’Autismo” perché esso si può presentare in diversi modi e tutti sono caratterizzati dalla difficoltà di agire una relazione socio-comunicativa in modo adeguato, dalla presenza di comportamenti o pensieri rigidi, spesso stereotipati, da comportamenti bizzarri, interessi ristretti, pensiero concreto e limitata capacità di astrazione e di immaginazione.

Attualmente i criteri diagnostici prevedono tre “modi” di essere autistico:

1. Disturbo Autistico tipico: è caratterizzato da una mancanza di sviluppo o da uno sviluppo tardivo del linguaggio verbale. Colpisce persone con e senza ritardo mentale.

2. Sindrome di Asperger: è caratterizzato da uno sviluppo nella norma del linguaggio e da interessi particolarmente ristretti e assorbenti, è diagnosticabile solo a persone con intelligenza nella norma.

3. Disturbo Autistico atipico o non altrimenti specificato (NAS): colpisce persone con e senza ritardo mentale e per qualche aspetto comportamentale si differenzia dai primi due.
La gravità è determinata da come le specifiche difficoltà generate dal disturbo pervadono lo sviluppo e da come si organizzano i comportamenti di una persona. Esso può cambiare nell’arco di vita in relazione a come la persona con autismo reagisce ai cambiamenti che la vita impone e al suo stato di salute.

Il ritardo mentale, pur compromettendo in modo significativo le possibilità di una persona di diventare indipendente e di sviluppare le proprie competenze cognitive, non determina di per sé un quadro di gravità.

Persone con un disturbo dell’autismo molto intelligenti possono essere altamente problematiche se non sanno interagire con gli altri o se hanno pensieri rigidi e radicati, mentre una persona con ritardo mentale potrebbe essere ben adattata e vivere una vita serena, insieme a chi le vuole bene.

Per quanto l’Autismo sia una delle patologie più studiate nel mondo, al momento non esistono cure che possano garantire la guarigione ma le abilità delle persone con autismo aumentano nell’arco della loro vita, se sono educate nel modo corretto, curate con attenzione e se il mondo intorno a loro si adatta al loro stile di comunicare e di interagire socialmente.

I sintomi precoci sono difficili da identificare: alcuni genitori parlano di differenze presenti già alla nascita, altri descrivono l’esperienza di bambini che hanno mostrato uno sviluppo normale, seguito da una successiva perdita delle abilità acquisite.

Alcuni pediatri potrebbero sottovalutare i segni dell’autismo pensando che il bambino possa recuperare il ritardo, soprattutto quando questo riguarda lo sviluppo del linguaggio e quindi suggerire di “aspettare per vedere gli sviluppi”.

Nuove ricerche dimostrano che quando i genitori sospettano qualche problematica per il loro bambino, in genere sono nel giusto. Se siete preoccupati rispetto allo sviluppo di vostro figlio, non aspettate: parlate con il pediatra e proponetegli la possibilità di un controllo specifico per l’autismo in Neuropsichiatria Infantile.

Le persone con autismo presentano deficit specifici che è importante conoscere sia per capire il loro stile di funzionamento sia per predisporre interventi e strategie di comunicazione:

-deficit di coerenza centrale
La coerenza centrale è la capacità di organizzare automaticamente singoli elementi in un insieme coerente e significativo. Gli studi di tanti ricercatori, fra cui quelli di Uta Frith             (U. Frith, “L’autismo. Spiegazione di un enigma“, 1989 Rizzoli ed.) dimostrano che le persone con autismo sono meno attente alla struttura complessa di un insieme mentre prestano maggiore attenzione ai piccoli elementi che la compongono.

Questo aiuta a spiegarci perché spesso sembrano avere difficoltà di concentrazione, perché il loro pensiero è piuttosto concreto che astratto, perché sono più abili se devono occuparsi di attività routinarie;

difficoltà nell’area delle funzioni esecutive.

Le persone con autismo presentano anche deficit nelle funzioni esecutive, cioè delle capacità neuropsicologiche che sovraintendono alla pianificazione, al controllo, al monitoraggio, al coordinamento e all’esecuzione di una attività. Questi deficit hanno una ricaduta diretta sulla loro capacità di pianificare comportamenti finalizzati alla risoluzione di un problema, sulla capacità di organizzare un’esperienza in modo coerente.

Per questi motivi scegliamo di strutturare spazio, materiali e tempo per aiutare le persone con autismo ad essere più autonome superando i deficit nelle funzioni esecutive.

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